Quali erbe deve evitare la donna in gravidanza

In gravidanza bisogna moderare l’uso non solo della caffeina e dell’alcol, anche sul fronte dei rimedi naturali ci sono delle limitazioni, soprattutto quando si tratta di erbe. Questo perchè ogni erba, ogni pianta, contiene delle sostanze chimiche che, a seconda della composizione e della complessità, possono essere più o meno dannose. Dannose per il feto, perchè qualcosa potrebbe passare attraverso la placenta, ed è proprio l’incertezza, il non sapere cosa passa e cosa no a rendere ancora più critica la situazione.

Durante i primi 3 mesi sarebbe il caso di astenersi dall’utilizzo delle erbe officinali, proprio come si fa con il caffè, che non fa male in senso assoluto, però ha la capacità di ridurre l’irrorazione placentare, e per questo il consumo va ridotto. Specifichiamo bene, le erbe utilizzate come condimento nelle ricette non hanno alcun rischio. Il problema è negli infusi, quelle che possono essere assunte senza problemi, ma con moderazione sono: menta, camomilla, timo, zenzero, tè verde e aloe. Un occhio di riguardo per il tè verde, in quanto un suo abuso può causare anemia, perché impedisce il corretto assorbimento del ferro nel corpo. L’aloe invece è particolarmente consigliato per problemi di stitichezza, ma potrebbe anche provocare contrazioni uterine.

Invece, le erbe considerate pericolose e che vanno usate con maggiore cautela, in quanto possono comportare dei rischi per il bambino sono le seguenti:

  • Artiglio del diavolo: può creare problemi all’utero, con effetti sui muscoli interni.
  • Ginseng: può provocare scompensi a livello endocrino quando la donna è in stato interessante.
  • Iperico: come il ginseng, può essere responsabile di contrazioni anomale dell’utero.
  • Ortica: interviene sui muscoli uterini, stimolandoli.
  • Rosmarino: la sua capacità di attivare l’apparato gastrointestinale si rivela nociva durante la gravidanza.
  • Sedano: produce contrazioni uterine ‘non richieste’.
  • Uva ursina: si comporta come vasocostrittore e in questa sede anatomica non è utile.

Queste sono solo quelle più comunemente usate, l’elenco potrebbe continuare all’inifinto. Si raccomanda vivamente di consultare il vostro ginecologo prima di assumere qualsiasi rimedio.

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