Poche purine e più carboidrati in caso di gotta

L’iperuricemia spesso conduce alla comparsa della gotta, una malattia del metabolismo che colpisce il 7% degli uomini e che si caratterizza da attacchi di artrite infiammatoria acuta con arrossamento, gonfiore e dolore alle articolazioni dovuti a un eccessivo deposito di cristalli di acido urico nelle giunture ossee.

Cause e sintomi

La gotta ha per il 70% una origine genetica, a cui poi contribuiscono altri fattori  quali invecchiamento, patologie correlate, assunzione di farmaci, ad esempio i diuretici che ostacolano l’eliminazione di acido urico e il regime alimentare. Gli attacchi di gotta iniziano interessando soprattutto l’alluce con una successiva estensione ad altre parti del corpo, come caviglie, ginocchia, polsi e gomiti provocando bruciori e arrossamenti.

Gli alimenti da limitare e quelli concessi

Premesso che la cura per la gotta è farmacologica, è possibile aiutare il controllo e la riduzione della sintomatologia con una dieta priva o scarsa di ‘purine’. Si tratta di acidi nucleici che, in caso di gotta, l’organismo non ha la capacità di smaltire in maniera corretta, determinando un aumento dell’acido urico nel sangue (iperuricemia) che tende a depositarsi nelle articolazioni.

  • Gli alimenti da limitare sono quelli ad alto contenuto di purine come: pesce azzurro (alici, acciughe e sardine) frattaglie (fegato, animelle, rognone, cervello), estratto di carne e selvaggina, carne rossa, pollame, crostacei, salami e insaccati in genere, legumi (piselli, fagioli, lenticchie), asparagi, spinaci, cavolfiori e funghi.
  • Gli alimenti concessi sono quelli a ridotto contenuto di purine come: latte, uova, formaggi, verdure, ortaggi (eccetto quelli sopra elencati), frutta, pasta e altri cereali.

A pasto sono concessi circa 100 gr di carne, 50 gr di insaccati e 150 gr di pesce. Nel caso di persone sottopeso o in presenza di uno stato infiammatorio acuto queste porzioni possono essere aumentate del 50%. Valgono poi tutte le indicazioni in merito alla riduzione di grassi soprattutto di origine animale, di bevande e alimenti dolci, all’assunzione di almeno cinque porzioni di frutta al giorno (le ciliegie, anche se fuori stagione, sono efficaci contro l’uricemia) e di verdura.

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