Insulino resistenza e difficoltà a dimagrire

Ormai è scientificamente provato che il sovrappeso e l’obesità possono indurre insulino-resistenza, una condizione in cui la quota normale di insulina (ormone) non è in grado di mantenere la glicemia nella norma perchè i muscoli, il fegato e il tessuto adiposo non riconoscono più questo ormone. L’insulino resistenza è collegata anche all’ipertensione, all’iperlipidemia e all’aterosclerosi (vedi figura). Spesso l’insulino resistenza è collegata alla presenza dell’ovaio policistico nelle donne.

Come si diagnostica?

Attraverso:

L’osservazione del paziente (se è obeso);

Test di carico orale: prevede la misurazione della glicemia a digiuno dopo la somministrazione di 75 g di glucosio per via orale. Dopo viene misurata la glicemia a intervalli regolari per comprendere se il metabolismo del glucosio funziona correttamente;

Curva insulinica: misura l’andamento della secrezione dell’insulina sia a digiuno che dopo un pasto. Se si riscontrano valori di  iperinsulinemia sia a digiuno che dopo molte ore dal pasto, allora si potrebbe avere insulino resistena;

Indice HOMA: un importante parametro per valutare l’insulino resistenza è l’indice H.O.M.A. (Homeostasis Model Assessement)

Se nelle vostre analisi del sangue la glicemia è espressa in mmol/L e l’insulina in mU/L la formula da applicare è:

HOMA Index = (glicemia x insulinemia) / 22.5 (dove la glicemia è espressa in mmol/L e l’insulina in mU/L).

Se nelle vostre analisi del sangue la glicemia è espressa in milligrammi /dL( mg/100ml) la formula da applicare è:

HOMA Index = (glicemia a digiuno x insulinemia a digiuno) / 405

Range di normalità (cioè soggetti non insulino resistenti) : 0,23 – 2.5


Le strategie di trattamento

Oltre a cercare di dimagrire scegliendo gli alimenti in grado di regolare il metaboismo del glucosio, esisteono dei metodi farmacologici e non farmacologici con vari gradi di successo e, a questo riguardo, negli ultimi anni i nutraceutici e gli integratori alimentari hanno acquistato notevole interesse come terapie alternative potenziali per il trattamento dei disordini cardiovascolari e dell’insulino-resistenza. L’estratto di Berberis aristata, una pianta medicinale indiana, risulta particolarmente ricco di berberina, un alcaloide che in letteratura ha dimostrato di diminuire i livelli di glucosio e migliorare la resistenza all’insulina. La berberina, inoltre, porta ad una diminuzione del 30% di colesterolo totale e del 25% del colesterolo LDL.

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