Il tartufo è consentito quando si è a dieta?

Del tartufo, un pregiatissimo fungo ipogeo che vive cioè sottoterra, non intendo parlare di costi (elevati), ma fornire qualche delucidazione dal punto di vista nutrizionale, in quanto presenta alcune interessanti qualità. La massa del tartufo è per la maggior parte costituita da acqua: questo componente ne rappresenta infatti l’80% del peso. L’abbondanza di acqua lo rende poco calorico: solo 31 kcal ogni 100 g di peso, quantità difficilmente raggiungibile per il prezzo, nonché per la sua particolare intensità di gusto e profumo.

Ecco la composizione nutrizionale in termini di alcuni nutrienti per 100 g di tartufo nero o bianco (parte edibile 79 g):


    Carboidrati: 0.7 g

    Proteine: 6 g

    Grassi: 0.5 g

    Fibre: 8.5 g


Cade immediatamente l’occhio sul quantitativo di fibra e proteine, decisamente alto. Il tartufo è anche una buona fonte di sali minerali, soprattutto potassio, calcio, sodio, magnesio, ferro, zinco e rame. Spesso i pazienti mi chiedono se possono inserirlo nella dieta e, vista la minima quantità che se ne consuma, è difficile sostenere che il tartufo abbia un reale impatto sul valore nutrizionale e calorico di un pasto, quindi la mia risposta è sì. L’inconfondibile sapore consente di ridurre l’utilizzo di grassi e sale per insaporire le pietanze, come il mio panino (vedi immagine sottostante) 😀



Avvertenze !

Il tartufo può avere alcune controindicazioni tra i pazienti affetti da renella e da problemi epatici in quanto il consumo frequente di questo fungo potrebbe appesantire fegato e reni. Ma dato che normalmente il consumo di tartufi è occasionale, per le persone sane e non allergiche, non dovrebbero presentare alcun problema.

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