Il ruolo della dieta nell’artrite reumatoide

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria che causa dolore, gonfiore, stanchezza, febbre, rigidità e perdita di funzionalità delle articolazioni (il punto in cui due o più ossa entrano in contatto) che diventano calde. Compare quando il sistema immunitario, che solitamente difende l’organismo da agenti estranei, rivolge le proprie armi contro le membrane stesse che rivestono le superfici articolari. Le parti del corpo maggiormente interessate sono il polso e le articolazioni delle dita più vicine alla mano, occasionalmente sono coinvolti collo, spalle, gomiti, anche, ginocchia, caviglie e piedi. Nella maggior parte dei casi la malattia è cronica, dura cioè a lungo, in pratica tutta la vita. In alcuni casi possono comparire periodi di peggioramento, in altri, i sintomi sono costanti. E’ stato dimostrato scientificamente che è possibile attenuare il dolore a cominciare dall’adozione di sane abitudini di vita come un’alimentazione idonea per la patologia. Come vedrete, ci sono alimenti che in una dieta equilibrata verrebbero consigliati da tutti i nutrizionisti, ma che, in presenza di questa malattia purtroppo sono da ridurre o da eliminare. I cibi/bevande da bandire sono:


  • Il latte e i suoi derivati. Contengono una proteina chiamata caseina che può aumentare l’infiammazione e il dolore alle articolazioni.

  • Mais. Questo cereale contiene una grande quantità di acidi grassi Omega 6, i quali aumentano l’infiammazione. Evitate tutti gli alimenti che possono contenerlo anche sotto forma di farina di mais. Evitate l’olio di mais ovviamente. Preferite l’olio di oliva, di riso, i semi di lino (anche l’olio) perché ricchi degli acidi grassi Omega 3.

  • Carni rosse. Da consumare in maniera moderata, se assunta in eccesso aumenta il rischio di artrite reumatoide e di altre patologie infiammatorie associate al deterioramento dei tessuti. Inoltre, il ferro presente nelle carni rosse, se da un lato fa bene per la produzione di emoglobina, dall’altro, in dosi elevate può causare gonfiore e dolore. Optate per carni come pollo, tacchino, coniglio oppure pesce.

  • Uova. Purtroppo, essendo di origine animale, contengono acido arachidonico nel tuorlo, una sostanza che aumenta la risposta infiammatoria. Riducete al minimo il consumo di uova (ogni 2 settimane) e prediligete l’albume.

  • Bibite zuccherate. Nel caso delle articolazioni, peggiorano il dolore, perché l’eccesso di zuccheri e di acido fosforico le deteriorano poco a poco. Optate sempre per acqua, succhi di frutta e infusi.

  • Caffè. Purtroppo, la caffeina presente nel caffè determina una perdita sostanziale di vitamine e minerali essenziali, oltre a intensificare l’infiammazione e il dolore. Un’alternativa può essere il caffè decaffeinato, il caffè di cicoria oppure gli infusi che non contengono questa sostanza eccitante.

  • Cibo spazzatura. L’alto contenuto di grassi saturi e zuccheri sovraccarica gli organi e impedisce la corretta espulsione delle tossine dall’organismo.

  • Patate. I pazienti con artrite o altri problemi alle articolazioni dovrebbero evitare il loro consumo, perché apportano solanina in piccole quantità, una tossina che può peggiorare la sintomatologia.

  • Frutta secca (noci, mandorle, nocciole, pistacchi, pinoli). Non sto affermando che la frutta secca faccia male alla salute, anzi è ricca di nutrienti, il problema è che contiene grandi quantità di Omega 6, acidi grassi essenziali che in questo caso aumentano l’infiammazione in prossimità delle articolazioni, proprio come il mais.

 

Artrite reumatoide e glutine

Recenti studi mettono in luce la correlazione tra varie patologie di tipo autoimmune e malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide e l’assunzione di glutine. Pazienti che hanno eliminato questa proteine hanno riportato giovamento. Fatevi seguire da un nutrizionista per la stesura di un piano alimentare personalizzato provando a escludere frumento, orzo, avena, segale, farro e inserendo mais, riso, grano saraceno, amaranto e quinoa.


Perché è meglio perdere peso?

Non va dimenticato che il grasso incrementa lo stato infiammatorio dei tessuti e questo potrebbe peggiorare i meccanismi alla base della malattia.


Conclusioni

Gli alimenti concessi sono frutta, verdure fresche di stagione, legumi (piselli, fagioli, ceci, lenticchie, lupini, cicerchie) e pesce (soprattutto aringa fresca, salmone fresco, sgombro, alici, sarde). Riguardo la carne rossa (vitello/manzo/maiale) al massimo un paio di volte alla settimana ma non andrei oltre. C’è da dire che la dieta mediterranea è ricca di sostanze antiossidanti, quindi rimane sempre il modello alimentare di riferimento.

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