Il ruolo dei grassi essenziali omega 3 nella sindrome dell’occhio secco

La Sindrome da disfunzione del film lacrimale (tear dysfunction syndrome) è la più recente e corretta denominazione della DES (DRY EYE SYNDROME)  sindrome dell’occhio secco.

La sindrome viene comunemente classificata in due forme:

Dislacrimia: dovuta a eccessiva evaporazione lacrimale

Ipolacrimia: legata a ridotta produzione lacrimale

NEL MONDO Oltre 350 milioni di persone nel mondo soffrono di questo disturbo;

IN ITALIA In Italia ne soffre il 25% della popolazione generale, ma questa sindrome colpisce soprattutto le donne dopo i 45 anni (50%) e quelle in menopausa (90%).

La cura della secchezza oculare passa anche attraverso una corretta alimentazione. Bevete abbastanza acqua? Per mantenere una corretta idratazione della superficie oculare occorre infatti bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno. Ogni giorno devono essere presenti porzioni di verdura e frutta sempre di colore diverso. Tra gli alimenti consigliati: pesce azzurro, tonno, salmone, sgombro, frutti di mare, olio di colza, noci, mandorle e nocciole, lattuga, spinaci, semi e olio di lino, legumi, agrumi, kiwi, cavoli e germi di grano.

La ricerca negli ultimi anni si è focalizzata sui grassi polinsaturi essenziali omega 3 per la loro azione antinfiammatoria, in quanto un basso livello sistemico di questi grassi omega costituisce un fattore di rischio per la secchezza oculare.

Ci sono tre tipi diversi di omega-3:
– ALA (acido alfa-linoleico)
– DHA ( acido docosapentaenoico)
– EPA (aceido ecosapentaenoico)

Le migliori fonti sono il DHA e EPA in quanto rappresentano la forma attiva, e si possono trovare in tipi di pesce come il salmone, il tonno, le acciughe e le sardine (consumateli a rotazione almeno 3 volte a settimana). Gli ALA invece, la forma inattiva che nel corpo sono convertiti in minime percentuali in EPA e DHA, si possono trovare in alimenti vegetali, incluso certi tipi di noci, la soia, le foglie, i fiori e gli steli della pianta erbacea portulaca (ottima per condire la pasta) ma soprattutto i semi e l’olio di lino. L’olio di lino lo potete utilizzare per condire a crudo le pietanze alternadolo con quello extravergine di oliva.

Se l’alimentazione non è sufficiente potete ricorrere a degli integratori di omega 3, da assumere almeno per 3 mesi consecutivi per verificare dei benefici. Per capire quali acquistare valutate sempre la quantità di EPA (dai 400 mg in su) e DHA (dai 200 mg in su) e l’eventuale presenza di altre sostanze attive come la vitamina E (almeno 9-12 mg) o il Coenzima Q, entrambi ad azione antiossidante.

Ringrazio anche il dott. Carlo Orione, oculista per la realizzazione di questo articolo.


Referenze:

Centro italiano Occhio Secco (CIOS)

“Nutritional supplements for dry eye syndrome” Curr Opin Ophthalmol. 2011 Jul;22(4):279-82.

A metabolomic approach to dry eye disorders. The role of oral supplements with antioxidants and omega 3 fatty acids” Mol Vis. 2015 May 11;21:555-67.

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