Il ruolo dei cachi in una dieta dimagrante

Siamo in autunno ed è impossibile non parlare dell’albero da frutto più antico coltivato dall’uomo: quello del cachi o kaki ! A differenza di molti miei colleghi nutrizionisti, io i cachi li inserisco nei piano dietetici dimagranti. E’ vero, le calorie non sono esigue: sono frutti piuttosto calorici ed energetici, ma non più di altri frutti credetemi, 100 grammi di cachi apportano circa 65 calorie. Ad esempio 100 g di banane apportano 89 calorie e 100 g di kiwi 61. Sono composti essenzialmente da acqua e zuccheri, a cui si aggiungono piccole quantità di proteine e di grassi. Sono proprio gli zuccheri contenuti a dare una sferzata di energia al nostro organismo quando ha bisogno di ricaricarsi. La quantità di acqua li rende un frutto utile a reidratare l’organismo e a stimolare la diuresi. Sono invece le fibre a renderlo lassativo aiutando così il corpo a liberarsi dalle tossine. Non dico proprio tutti i giorni, ma, se mangiato 4 volte alla settimana il cachi può aiutarvi a prevenire i tipici malanni di stagione grazie alla vitamina C presente all’interno. Senza scordare le vitamine A, la luteina, la zeaxantina e il licopene, tutte sostanze antiossidanti importanti per proteggere la pelle, la vista e tutto l’organismo dall’azione dei radicali liberi e dall’invecchiamento precoce. Per godere appieno delle sue proprietà consumatelo quando è ben maturo, magari anche estraendo direttamente la polpa con un cucchiaino. Il mio consiglio è un cachi a colazione per iniziare la giornata con lo sprint giusto e per attivare la funzionalità intestinale 😀 Ottimo anche verso le 16.30 del pomeriggio magari seguito da una tisana al finocchio e all’anice senza zucchero aggiunto. Spesso è bandito dalle diete perché troppo calorico o zuccherino, ma rimane uno spezza fame goloso, sano e saziante che supera di gran lunga merendine, dolciumi o snack confezionati vari!

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