Il paziente ideale del nutrizionista

Mi sono sempre chiesta chi fosse il paziente “ ideale ” in grado di sopportare il “ peso ” di un percorso dimagrante fatto di restrizioni dietetiche, di cibi poco goduriosi e di un sano movimento. Ora, dopo diversi anni di lavoro e di testimonianze (alcune bizzarre) sono arrivata alla seguente conclusione. I migliori pazienti sono le coppie, non mi riferisco solo al classico connubio marito-moglie o fidanzato-fidanzata, come coppia intendo anche due amici, la madre con la figlia o gli innamorati omosessuali. Ho riscontrato che la coppia è sempre (o quasi) vincente, il “ paziente solitario ” invece è un perdente nell’80% dei casi. Ma perché? Semplice, quando sono in due a seguire un regime alimentare ipocalorico ognuno si supporta e si fa forza a vicenda, in fondo i momenti di sconforto ci sono e non sono rari, soprattutto la prima settimana dove quel sacco muscolare estensibile chiamato stomaco, non si capacita di cosa stia accadendo non ricevendo più le abituali quantità di cibo. La fame, si sa bene che fa fare cose folli anche alla persona più razionale e composta di questo universo, come rubare il cibo dal piatto del vicino, ma in due si raggiunge sempre un certo equilibrio, e se uno tenta di sgarrare ecco che immediatamente è frenato dall’altro, riportando i piatti della bilancia in perfetto equilibrio calorico. Non ci credete ancora? Eppure vi garantisco che i maggiori successi li ho visti e vissuti con estrema gioia sempre su pazienti in coppia. Ricordo ancora quel marito, decisamente in sovrappeso, che se non fosse stato per la tenacia della moglie non avrebbe perso i 15 kg in eccesso e, decisamente scomodi. Non dimentichiamoci neppure del fattore competizione, a questo proposito ricordo ancora le due amiche cinquantenni, che sia erano giurate amicizia eterna in adolescenza, stuzzicarsi durante le visite di controllo nel mio studio, facendo mille conti e riconti per chi aveva perso più peso. Con ciò, non voglio dire che la “ non coppia ” non gioirà mai nel vedere i propri chili calare, solo con un po’ meno facilità. Ricordo quella signora di 65 anni che si rivolse a me completamente affranta e demoralizzata, perché in tutte le diete che seguiva non riceveva mai la collaborazione da parte del marito (oltretutto filiforme), che emetteva puntualmente mugolii orgasmici indefiniti nei confronti di succulenti cibi, a lei proibiti. Qualcuno di voi ci si ritrova? Il paziente solitario non riceve stimoli di incoraggiamento da nessuno, pur cercando sostegno da amici e parenti, finisce spesso in un amaro confronto con la propria bilancia, a tal punto da ricercare in lei un “ forza che ce la fai! ” quasi in maniera surreale. C’è però un aneddoto simpatico ma appartenente alla realtà quotidiana: questa volta però i ruoli si invertono. Se non fosse stato per l’idea geniale del marito di sostituire la porta a soffietto della cucina con una di “ cemento armato ”, la moglie obesa e affetta da binge eating, un serissimo disturbo alimentare da alimentazione incontrollata, non sarebbe mai riuscita ad allacciarsi di nuovo le stringhe delle scarpe senza contorcersi come un ossesso. Purtroppo, non sempre tutto va a buon fine. Impossibile dimenticarsi di quei neo sposini, che dopo avere contemporaneamente perso 26 chili lei e 35 lui, finirono dall’avvocato per la separazione, ma sorridenti. Entrambi mi fecero riflettere sulla medesima frase rivelata in privato: “ non potevo negarmi il piacere di essere corteggiato/a per la prima volta dopo anni di umiliazioni ”. Ultima considerazione, non d’importanza, è che la coppia è avvantaggiata dallo “ sconto comitiva ”, paghi 1 e prendi 2! Un ulteriore input per affrontare una dieta dimagrante in coppia.

Con ciò rimango dell’idea che il grasso non capirà mai il magro e il magro non comprenderà mai il grasso. Ora siete avvertiti, se decidete di perdere peso seriamente, iniziate a cercare il vostro partner altrettanto “ ciccioso ”, contattatemi e … buona fortuna!

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