Il dado da brodo nella dieta: sì o no?

Tutti lo conoscono, perchè arricchisce un minestrone “debole”, aggiusta un sugo insipido, e perchè è facile da usare ed è disponibile in gusti diversi. Ma non tutti sanno che cosa c´è realmente nel dado da brodo. In media un cubetto è composto per il 60% da sale alimentare, per il 20% da grassi vegetali o animali, per il 10% da glutammato di sodio e per il resto da acqua, aromi e conservanti. Nel dado classico, c´è anche l´estratto di carne (che rappresenta solo il 3% del peso). Tutto il sapore però dipende dal sale e dal glutammato di sodio, classificati come “esaltatori di sapidità “, cioè sostanze che esaltano il sapore. Sono proprio questi due ingredienti i responsabili dell´alto contenuto di sodio nei cubetti, che devono essere usati con cautela soprattutto da chi soffre di pressione alta (ipertensione).
Il glutammato di sodio (MSG) è un additivo alimentare identificato con il codice E621, agisce nella percezione del gusto, rendendo il sapore di molti alimenti uguale. Oltre a quello di carne ci sono quelli vegetali, di pesce, di pollo, di funghi. Le calorie sono poche (12 ciascuno), ma a causa dell’olio di cocco e di palma, contengono molti grassi saturi. Vi suggerisco di tenere sotto controllo il glutammato, fate attenzione agli ingredienti, perché potrebbe contenerne più un dado vegetale che uno alla carne (il sapore delicato delle verdure, infatti, deve essere rafforzato). Tra le alternative al dado da brodo al primo posto, soprattutto per chi segue un regime dietetico, ci sono aromi e spezie come aglio, cipolla, rosmarino, basilico che oltre che insaporire i piatti limitano l´uso di grassi e contengono componenti benefiche per l´organismo. Un´altra alternativa al dado, che può anche aiutare la digestione, è il gomasio, che si ottiene unendo del sale marino integrale ai semi di sesamo tostati e macinati 🙂


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