Dal Giappone, un prodotto gustoso e salutare: gli Shirataki

«È un prodotto originale e innovativo che, come esperta di nutrizione – afferma Sara Cordara, nutrizionista e specialista in Scienza dell’Alimentazione – sto inserendo nei piani dietetici dei miei pazienti e di chi pratica sport, sempre rispettando il nostro modello alimentare di riferimento, che è la dieta mediterranea».

Si parla di Shirataki, un alimento tratto dalla cucina giapponese composto da glucomannano, una fibra solubile estratta dalla radice di Konjac (un tubero di origine asiatica), e completamente privo di glutine e lattosio.

Essendo composto da farina di Konjac che contiene al 100% fibre solubili, questo peculiare prodotto risponde alle esigenze di svariate tipologie di consumatori, da coloro che ricercano un prodotto ipocalorico per dimagrire (100 grammi di Shirataki cotti hanno circa 10 calorie contro le 360 calorie di 100 grammi di pasta), a chi soffre di stipsi (il glucomannano che si estrae dalla radice di Konjac favorisce l’assorbimento dei liquidi e quindi il transito intestinale) o colesterolo (diversi studi hanno dimostrato come pochi grammi al giorno di glucomannano puro, per solo quattro settimane, siano in grado di ridurre del 23% i trigliceridi e del 10% i livelli di colesterolo nel sangue), ai celiachi.

E non solo: gli Shirataki costituiscono un’alternativa gustosa e salutare anche per gli sportivi.

«Alternati alla pasta tradizionale (che rimane sempre una preziosa fonte di energia) e inseriti in un piano alimentare equilibrato studiato da un esperto di nutrizione – spiega infatti la dottoressa Cordara – gli Shirataki rappresentano un’innovativa e sana scelta nutrizionale per chi pratica un’attività sportiva costante, più o meno intensa».

Conditi con un sugo della tradizione nostrana o impiegati come base per qualche sperimentazione culinaria, gli Shirataki sono quindi un prodotto largamente spendibile anche all’interno dell’esigente cucina italiana.

«Gli Shirataki costituiscono un’eccellente alternativa light alla pasta classica – spiega lo chef Roberto Cuculo della Scuola di Cucina di Teatro7 – Mantengono infatti una cottura perfetta e grazie alla loro versatilità sono ideali per spaziare dalla cucina italiana classica alle ricette esotiche di altri continenti».

FONTE: sanihelp.it

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