Alcol etilico in merendine e non solo: facciamo chiarezza

Premetto che non sto demonizzando le merendine, consumarne una ogni tanto non è assolutamente un dramma. In commercio ci sono però alimenti confezionati, che a mio parere, contenendo una percentuale di alcool etilico (aggiunto come conservante per inibire la crescita delle muffe) dovrebbero essere sconsigliati ai bambini e agli anziani e segnalati con tanto di dicitura sulla confezione. Sono molte le mamme 🙁 che danno merendine con all’interno alcol etilico ai propri figli nonostante contengano anche l’8,5% di liquore. I bambini hanno una capacità enzimatica bassissima di metabolizzare l’alcool, che non deve essere presente negli alimenti destinati a loro. Bisogna anche dire che l’alcol etilico evapora rapidamente a temperatura ambiente, quindi una certa quantità di alcol contenuto nella merendina finisce nell’atmosfera all’interno della confezione e un’altra parte evapora dopo l’apertura. Alla fine la quantità ingerita diminuisce notevolmente rispetto a quella indicata negli ingredienti. Un altro alimento che spesso contiene etanolo come conservante è il pane in cassetta. Anche in questo caso è sufficiente aprire la confezione e tenerla una decina di minuti a temperatura ambiente, oppure mettere le fette nel tostapane, per eliminare quasi tutto l’etanolo.
La normativa specifica in tema di etichettatura è ancora carente, la citazione del tenore alcolico è prescritta solo per le bevande con tenore alcolico superiore a 1,2% in volume.

Rimango dell’opinione che il pane confezionato è una risorsa che dovremmo prendere in considerazione solo per l’emergenza, in cui ne siamo rimasti senza. Riguardo alle merendine con alcol invece, sono ancora più rigida: NO a bambini e anziani 🙂

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